Oggi le vittime di “bullismo” sono considerate vittime di un reato ed hanno diritto ad essere risarcite.
I danni provocati dal bullismo sono molto gravi e trasformare le vittime in soggetti che lottano per la giustizia e per essere risarciti è uno dei modi per aiutarli. Le vittime hanno diritto a tanti soldi ed ad una rivincita morale sui loro persecutori.
Gli avvocati devono dare voce alle vittime, i giudici devono con le loro sentenze dare l’esempio, le famiglie, a cui spetta il compito più difficile, non devono farsi fermare dalla lunghezza dei processi (la lunghezza è la stessa anche per i bulli per fortuna), le spese legali le deve pagare il condannato, lottiamo per un risarcimento “esemplare” del danno esistenziale. Sentenza su sentenza, a suon di euro, riusciremo in un modo o nell’altro a fermarli.
Quando si verifica una violazione della legge penale o civile  Non esiste al momento una fattispecie legislativa per il bullism. I parlamentari, il legislatore, devono prevederla permettendo processi rapidi ed efficaci.
 
Sono atti di bullismo:
1 Insulti, offese, prese in giro
2 Voci diffamatorie e false accuse
3 Razzismo
4 Critiche immotivate ed eccessivo controllo
5 Piccoli furti
6 Estorsione
7 Minacce
8 Violenza privata
9 Aggressioni e/o giochi violenti
10 Lesioni personali
11 Esclusione dal gioco
11 Percosse
13 Danneggiamento di cosa altrui.
 
REATI PENALI
 
I reati penali che si possono configurare sono molti:
 
  • percosse (art.581 codice penale) o lesioni, se lasciano tracce-conseguenze più o meno gravi (artt. 582 e ss cod. pen.);
  • danni alle cose, danneggiamento (art. 635 cod. pen.);
  • offese = ingiuria, se a tu per tu, o diffamazione, se di fronte ad altri (artt. 594 e 595 cod. pen.);
  • minacce = minaccia (art. 612 cod. pen.);
  • prese in giro = (eventuale) molestia o disturbo alle persone (art. 660 cod. pen.)
 
In alcuni casi basta la denuncia ad un organo di polizia o all'autorità giudiziaria (questura, carabinieri ecc.) per attivare un procedimento penale (p.es. lesioni gravi, minaccia grave, molestie); negli altri casi, la denuncia deve contenere la richiesta che si proceda penalmente contro l'autore di reato (querela).
 
VIOLAZIONE DELA LEGGE CIVILE
 
Si subisce un danno ingiusto (volontario o anche non intenzionale) alla persona o alle cose (art. 2043 codice civile). Per chiedere il risarcimento del danno, bisogna rivolgersi ad un avvocato ed intraprendere una causa davanti al Tribunale civile, salvo che ci si metta d'accordo prima.
 
Il più delle volte l'atto di bullismo viola sia la legge penale, sia quella civile, quindi può dar vita a due processi, l'uno penale e l'altro civile.

Tipologie di danno subito e risarcibile  

1) DANNO MORALE (patire sofferenze fisiche o morali, turbamento dello stato d’animo della vittima, lacrime, dolori, patemi d’animo);
2) DANNO BIOLOGICO (danno riguardante la salute in sé considerata, è un danno all’integrità fisica e psichica della persona tutelata dalla Costituzione Italiana all’art. 32);
3) DANNO ESISTENZIALE (danno alla persona, alla sua esistenza,  alla qualità della vita, alla vita di relazione, alla riservatezza, alla reputazione, all’immagine, all’autodeterminazione sessuale. La tutela del pieno sviluppo della persona nelle formazioni sociali è riconosciuta dall’art. 2 della Costituzione).
Il danno esistenziale è un non poter più fare, doversi comportare diversamente da come si desidera, dovere agire altrimenti, essere costretti a relazionarsi diversamente.
Questo danno viene quantificato dal Giudice in via equitativa (secondo il suo concetto di equità. Il che può dar luogo a valutazioni molto diverse).
 
Chi è responsabile, chi paga?  

Bullo maggiorenne
La responsabilità è solo sua
 
Bullo minorenne

La colpa è sua, degli insegnanti (che hanno il dovere di vigilare sui ragazzi), dell’amministrazione scolastica (che ha il dovere di controllare che sussista una vigilanza) e dei genitori (coloro che hanno il dovere di educare il ragazzo).
 
Colpa del bullo minorenne
L’art. 2046 c.c. pone una regola fondamentale per i casi di bullismo, secondo l’articolo difatti  chiunque è autore di un fatto lesivo risponde esclusivamente nei limiti in cui è in grado di comprendere la portata ed il del significato della propria condotta, purché lo stato di incapacità non derivi da sua colpa.
Anche  il minore, se ritenuto capace di intendere di volere, è chiamato a rispondere degli atti di bullismo, insieme ai genitori ed alla scuola.
 
Essendo spesso il bullo un minorenne sono molti i casi in cui si prevedono responsabilità da parte di soggetti  che rispondono per lui. Il bullismo è talvolta avvallato dall'eccessiva tolleranza di alcuni professori e dalll'educazione che le famiglie danno ai loro figli. 
 
Si parla tecnicamente di:
 
 
  • culpa in educando relativamente alla colpa dei genitori;
  • culpa in vigilando ed anche in educando degli insegnanti;
  • culpa in organizzando nella misura in cui l’organizzazione scuola non permetta il monitoraggio ed il controllo sui comportamenti degli studenti (prevedendo ad esempio uffici ad hoc, consultino).
 
Culpa in educando dei genitori
L’affidamento dei figli minori alla scuola ed agli insegnanti non esclude la responsabilità dei genitori  per il fatto illecito commesso dai loro figli.
L’art. 2048, 1° comma, recita: “Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi”.
L’affidamento a terzi solleva il genitore soltanto dalla presunzione di culpa in vigilando.
 
Culpa in vigilando della scuola (ma anche in educando ed organizzando)
Lo studente, con l’iscrizione ad una scuola, acquisisce il diritto a riceve un’adeguata e serena formazione e la scuola ha il preciso dovere di garantire tutto ciò, impedendo che atti illeciti  turbino/impediscano il corretto esercizio di tale diritto.
Gli insegnati possono essere ritenuti responsabili ma a pagare il risarcimento sarà la scuola.
 
Lo studente (e i genitori in quanto titolari del diritto soggettivo di educare ed istruire i figli) hanno diritto alla prestazione scolastica, all’interno del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.
Lo studente, con l’iscrizione ad una scuola, acquisisce il diritto a riceve un’adeguata, corretta e puntuale formazione e la scuola ha il preciso dovere di garantire tutto ciò, impedendo ed evitando che atti illegittimi ovvero illeciti possano in qualche modo turbare il corretto esercizio di tale diritto.
E’ dunque la scuola a dover risarcire i danni cagionati dall’insegnante durante l’esercizio della sua professione all’interno dell’istituto e durante gli orari di lavoro.
 
Culpa in organizzando della Scuola
La vigilanza deve essere assicurata all'interno della Scuola e dunque anche fuori dalla classe. Spetta alla direzione dell'istituto scolastico fare in modo che gli studenti siano adeguatamente seguiti per tutto il tempo in cui si trovano all'interno dell'istituto stesso. L’organizzazione scuola che non prevenga atti di bullismo, prevedendo ad esempio uffici ad hoc, consultorio ecc. può ritenersi anche colpevole di culpa in organizzando. 
 
 L’esito del processo  

Il processo penale può portare a: reclusione, pena pecuniaria o altre sanzioni, quali attività socialmente utili (ma è difficile che ciò avvenga, soprattutto se l'autore del reato è minorenne). Sapere di dover affrontare un processo (con le spese legali del caso e la concreta possibilità di essere condannato) è per il bullo un deterrente a vita. Purtroppo in Italia  si sa che un accusato è spesso marchiato indelebilmente.
E’ possibile un'attività di mediazione penale tra autore del reato e vittima.  
 
Il processo civile porta ad una condanna al risarcimento del danno. Il danno risarcibile è quello morale, biologico ed esistenziale (vedi sopra).
Il Tribunale di Bologna di fronte ad un caso di lesioni ai danni di un minore per spintonamento ad opera di un compagno, ha riconosciuto l’esistenza di una responsabilità della Scuola per difetto di organizzazione correlata alla mancanza di sorveglianza da parte del personale; lo stesso tribunale ha condannato il Ministero della Pubblica Istruzione al risarcimento del danno biologico, del danno morale e del danno esistenziale.
 
Per un risarcimento “esemplare” del danno esistenziale, un appello ai giudici  Il danno esistenziale viene quantificato dal Giudice in via equitativa e tale valutazione può essere molto diversa a seconda del giudice, confidiamo in risarcimenti “esemplari” tali da appagare il senso di giustizia della vittima del bullismo, dare una lezione al bullo, ridare fiducia nelle istituzioni e fungere da deterrente.

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